Chi erano i Gladiatori? Sicuramente le star dell’antica Roma. Se qualcuno non avesse ancora visto il film “Il Gladiatore” di Ridley Scott è invitato a farlo. Inesattezze storiche a parte, il suo successo sta nella possibilità di immedesimarsi nello spettatore Romano di 2000 anni fa.

I Gladiatori erano atleti, inizialmente scelti tra i prigionieri di guerra. Generalmente, combattevano con il gladio, una spada a lama corta. Mentre in età repubblicana potevano usare l’armamento che preferivano, Augusto, fissando le classi gladiatorie, ne stabilì anche i diversi equipaggiamenti. Da “Tiro”, recluta, i più valorosi potevano salire fino al massimo grado, ovvero “Primus Palo”. Le classi erano davvero numerose.

Dove si esibivano i Gladiatori?

Lo sappiamo tutti! Al Colosseo, come in tutti gli altri anfiteatri Romani, costruiti per gli spettacoli gladiatori. Prima di allora si esibivano nel Foro. Il primo anfiteatro  sorse a Pompei nell’80 a.C. Ne seguirono molti altri con diverse caratteristiche, materiali e dimensioni a seconda della città che li ospitava. L’ arena ellittica era cosparsa di sabbia (rena) per assorbire il sangue dei gladiatori.

Come al Colosseo, alcuni anfiteatri avevano i sotterranei, che fungevano da  “dietro le quinte”.  Gladiatori e bestie feroci salivano nell’arena attraverso grandi montacarichi.
L’ anfiteatro Flavio, è un modello di ingegneristica ancora oggi utilizzato per i moderni stadi. Negli anni a seguire, i gladiatori venivano reclutati anche tra condannati o schiavi, con la possibilità di ottenere la libertà.

Esistevano le Gladiatrici?

Ebbene sì! Scritti di Svetonio e Giovenale ne parlano come di uno spettacolo scandaloso. Sono giunte fino a noi altre due testimonianze dell’esistenza delle Gladiatrix: una  piccola statua di bronzo conservata al Museo delle Arti di Amburgo, e il bassorilievo scoperto ad Alicarnasso e conservato al British Museum di Londra. Il bassorilievo ritrae la lotta tra Achillea e Amazzone, probabilmente due pseudonimi. Entrambe vennero graziate, almeno in quel duello, ottenendo la “missio”, ovvero la sospensione del comabattimento, per essere state audaci e valorose.

Quanto costava il biglietto per assistere agli spettacoli gladiatori?

“Panem et circenses” è la famosa citazione presa dal poeta latino Giovenale che sintetizza un aspetto della società romana; la distribuzione gratuita di grano e di biglietti per gli spettacoli serviva come propaganda politica.

Anche gli spettacoli gladiatori erano quasi sempre gratuiti, come le venationes (simulazioni di caccia che culminavano con l’uccisione di animali feroci) e le naumachie (simulazioni di battaglie navali nelle arene riempite di acqua). Dagli scritti dello storico Cassio sappiamo che Tito organizzò 100 giorni di spettacoli gratuiti per la memorabile inaugurazione del Colosseo!

Le Scuole Gladiatorie

I gladiatori venivano iscritti alle scuole, chiamate ludus, sotto la guida di un istruttore chiamato lanista. A  volte era anche il proprietario della palestra. Presso il Colosseo possiamo ancora vedere i resti a cielo aperto della più importante palestra di Roma, il Ludus Magnus.

Perché piacevano tanto questi spettacoli atroci?

Evidentemente non piacevano a tutti. Ecco qualche stralcio da uno scritto di Seneca: Verso mezzogiorno sono capitato per caso a uno spettacolo; mi attendevo qualche scenetta comica, qualche battuta spiritosa, un momento di distensione che desse pace agli occhi dopo tanto sangue. Tutto al contrario… veri e propri omicidi. I gladiatori non hanno nulla con cui proteggersi; tutto il corpo è esposto ai colpi e questi non vanno mai a vuoto… La gente per lo più preferisce tali spettacoli alle coppie normali di gladiatori o a quelle su richiesta del popolo…Al mattino gli uomini sono gettati in pasto ai leoni e agli orsi, al pomeriggio ai loro spettatori… il risultato ultimo per chi combatte è la morte… “Ma costui ha rubato, ha ammazzato”. E allora? Ha ucciso e perciò merita di subire questa punizione: ma tu, povero diavolo, di che cosa sei colpevole per meritare di assistere a questo spettacolo? “Uccidi, frusta, brucia! Perché ha tanta paura a slanciarsi contro la spada? Perché colpisce con poca audacia? Perché va incontro alla morte poco volentieri? Lo si faccia combattere a sferzate…” C’è l’intervallo: “Si scanni qualcuno, intanto, per far passare il tempo.” Non capite nemmeno questo, che i cattivi esempi si ritorcono su chi li dà?

Esplorare le rovine del Colosseo e goderne delle suggestioni che ci regala è un’esperienza da fare!

Visitare il Colosseo con una guida private ed esperta che ci faccia “immaginare” è un’esperienza perfetta!